Articoli di Giovanni Papini

1905


in "Alleati e nemici":
(rec.) Le finzioni dell'anima di Giovanni Marchesini

Pubblicato su: Leonardo, anno III, fasc. 16, p. 72
Data: aprile 1905




pag. 72



   GIOVANNI MARCHESTNI, Le finzioni dell'anima — Bari, G. Laterza e Figli, 1905.

   Insieme coi due libri dello stesso A. (Il simbolismo e il Dominio dello Spirito) vuol dare l'idea di un positivismo idealistico che non si sa bene in cosa consista. La terza parte del libro è consacrata al Prammatismo del quale il Marchesini non conosce che due forme: quella della considerazione delle conseguenze buone come criterio di verità delle dottrine e quella che stabilisce l'importanza della condotta per far sorgere in noi certe credenze. Il Marchesini fa discendere il Pragmatismo, inteso cosi stranamente incompleto, dal Primato della Ragion Pratica del Kant, il che è falso storicamente e teoricamente.
   Dopo ciò il Marchesíni vuol fondare un Prammatismo razionale rabberciando quello, male e poco inteso degli altri, e facendo capo alla solita morale della solidarietà e del sacrificio.
   Il Marchesini, dunque, non imita il suo maestro Ardigò soltanto nello scriver male, ma anche in qualcosa di peggio: nel non saper pensare originalmente e vigorosamente.


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